Jun 16 2010

FUORI DALLA CORNICE

Una cornice è l’elemento che racchiude un quadro, definendone esattamente i limiti e i confini.

Una cornice  può contenere un quadro,  racchiudere un’immagine, una foto, ponendola all’attenzione del pubblico.
Nelcaso dei mass media troviamo un  pubblico ben addestrato da alcune pubblicitàche, sfruttando  il corpo femminile o vecchi stereotipi, sottoponendo la donna allo sguardo maschile e condizionandone fortemente la
libertà perché impongono modelli a cui se non aderisci, non sei riconosciuta come una vera donna.
Sono proprio questi limiti che noi vogliamo superare.
“FUORI DALLA CORNICE”  vuol dire spezzare i condizionamenti della morale comune che  attraverso il potere persuasivo dei mass media cerca di imporre sempre di più un modello di donna vittima, velina, santa o puttana.
Uscire dalla cornice rappresenta la liberazione da modelli precostituiti, contestare intelligentemente l’immagine della donna italiana nel mondo, che viene vista come una mamma o come una escort.
La violenza del potere mediatico è sottile, ma è necessario saperla comprendere.

Uscire dalla cornice equivale a conoscere l’alternativa al modello dominante di donna e non cadere nella trappola mediatica.


Uscire dalla cornice vuol dire rompere questi schemi

vuol dire prendere in mano la tua vita,

vuol dire realizzare i propri desideri e bi-sogni vuol dire rappresentarci come vogliamo noi

vuol dire autodeterminazione e autorganizzazione.



Jun 8 2010

[16 Giugno] LA DONNA E LA SUA IMMAGINE: DALL’ARTE AI MASS MEDIA

Il Collettivo Le
Facinorosse presenta

l’ultimo appuntamento
del ciclo

"Donne fuori dalla
cornice"

"LA DONNA E LA SUA IMMAGINE: DALL’ARTE AI MASS MEDIA"

 

 
Intervengono: 

 
Elisa Giomi, sociologa

 
Alessia Muroni, ricercatrice indipendente e storica dell’arte

 
Violetta Valery, artista

 

inoltre proiezioni ed esposizione di opere di giovani artiste 


 
16/6 Ore 15

 AULA B3 @ Facoltà Dams

Via Ostiense 133 ( Metro
Garbatella- San Paolo)


May 31 2010

[3 giugno] Che genere di precarietà?

Per il ciclo di conferenze "Donne…fuori dalla cornice

non mancate al prossimo appuntamento! 


Che "GENERE" di precarietà?
Il lavoro della donna tra PRODUZIONE e RI-PRODUZIONE
- 3 giugno, ore 14.00 -

Una
giornata di analisi e dibattito attorno a un nodo della riflessione del
movimento delle donne, quello della relazione tra lavoro produttivo e
lavoro riproduttivo.


La mondializzazione liberale si appoggia sulla divisione sessuale del lavoro.
Nonostante non sia mai stata identificata dagli economisti classici nè
dai loro critici più radicali (come Marx), la divisione sessuale del
lavoro è stata
utilizzata dal capitalismo a partire dalla sua nascita in Europa. 

Il contributo delle donne alla soddisfazione dei bisogni collettivi, in ciò che concerne la riproduzione, il lavoro domestico, l’educazione dei figli, e la cura ai malati o alle persone anziane è sempre ignorato dalle teorie neo-liberali dominanti. 

Questa
forma di lavoro gratuito ed invisibile è invece indispensabile al
funzionamento dell’economia, che si libera così dei costi di
riproduzione e di mantenimento della forza lavoro.


Interverranno:


Nadia Demond, coordinatrice della Marcia Mondiale delle Donne

Gloria Malaspina, già assessora provinciale alle politiche del lavoro

Sabrina Marchetti, ricercatrice, Graduate Gender Programma, Università di Utrecht



L’iniziativa è promossa e realizzata dal collettivo femminista universitario Le Facinorosse ed è aperta a tutte e tutti.

Vi aspettiamo!



Aula 16

Facoltà di Lettere e Filosofia di Roma 3

Via Ostiense 234-236 (metro Marconi)


Ecco
tutto. La libertà intellettuale dipende da cose materiali. La poesia
dipende dalla libertà intellettuale. E le donne sono state sempre
povere, non soltanto in questi duecento anni, ma dagli inizi dei tempi.

V. Woolf



May 20 2010

Venerdì 21 maggio ore 12:00 @ Lettere Roma3

 
 
Il collettivo femminista le Facinorosse vi invita:
 
Venerdì 21 maggio alle ore 12.00
IL METODO DI IPPOLITA: DONNE E SCIENZA DALL’ARCHEOLOGIA AL DOMANI
 
Assunta Signorelli, psichiatra di genere
Luisa Vietri, archeologa femminista
Flavia Zucco, presidente dell'Ass. Donne e Scienza
 
Aula A - Facoltà di Lettere e Filosofia 
Via Ostiense 234-236 (Metro Marconi)
 
 
La prima conferenza del ciclo "Donne... Fuori dalla cornice" che attraverserà i 
temi della scienza, del lavoro, della politica e dell'arte 
sotto il punto di vista di genere.
Le invitate alla conferenza sono tutte donne. 
         Le conferenze sono promosse e organizzate da donne.
                   Sono ovviamente aperte a tutti e tutte. 
La  collocazione delle donne che hanno partecipato alla impresa scientifica , 
tra eccezionalità e marginalità,  è rimasta al di fuori dalla cornice 
della scienza ufficiale. 
La conferenza tratterà non solo del tema del rapporto tra donne e 
scienza e il difficile riconoscimento di questo ruolo da parte della società 
nell’ambito delle politiche della ricerca del lavoro e della formazione,
ma soprattutto dell'esistenza di metodi di ricerca e sperimentazione di genere 
nella scienza dall'archeologia alle tecnologie future.
 
 http://facinorosse.noblogs.org/


May 19 2010

Donne…fuori dalla cornice

 

 


Apr 22 2010

Venerdi’ 30 Aprile @ Parco Brin – Garbatella


Apr 13 2010

Come si arresta una ragazza a Perugia

 

Vogliamo denunciare un fatto gravissimo che è avvenuto nella nostra città e che ha coinvolto tra gli altri una nostra compagna del collettivo femminista sommosse.

Sabato sera era con altri compagni nel centro storico di Perugia a prendere un aperitivo prima di partire per un concerto verso Fabriano.

Il gruppo di compagn* stava conversando quando si sono avvicinati 7 figuri, che senza dare nessun segno di identificazione hanno chiesto loro i documenti. Mikela ha rifiutato di darli, i "poliziotti" erano in borghese e non mostravano alcun distintivo. Mikela è stata aggredita verbalmente e fisicamente, è stata spintonata. Un compagno si è frapposto tra lei e un poliziotto ed è stato immediatamente ammanettato: nel giro di pochi  minuti è nato un parapiglia in cui diversi compagni sono stati picchiati e tra questi due compagni, Riccardo e Lorenzo, infilati dentro le volanti prontamente sopraggiunte ed insieme a loro Mikela.

Chi di voi ha conosciuto Mikela, sa che Mikela è un piccola grande compagna, straordinaria ed appassionata, sempre in prima fila, pronta a mettersi in gioco e a lavorare con e per gli altri.

Abbiamo costruito insieme il nostro collettivo femminista ed insieme lavorato sulle battaglie per il reddito, contra la violenza maschile e contro il securitarismo.

In una città, Perugia, sempre più piena di telecamere e in cui i controlli o meglio i "rastrellamenti" sono diventati all’ordine del giorno. Una città che si è trasformata in un carcere all’aperto.

Oggi ci sarà il processo in direttissima, oltraggio,e restistenza aggravata son i capi di imputazione. Mikela sta facendo la sua tesi sulla città e la sicurezza da un punto di vista di genere. Abbiamo fatto insieme una video-ricerca: "Safety or security? Quale genere di sicurezza per la mia citta?" che proietteremo presto ovunque: abbiamo provato a decostruire il concetto ideologico di sicurezza che per le donne significa stare tutte a casa magari a farsi picchiare dal marito.

Mikela ha detto no. Ed insieme a lei, arrestata senza alcun motivo,o per non essere rimasta a casa nella prigione sua prigione domestica, Noi diciamo no. Non resteremo a casa e non ci faremo intimorire: dall’avanzata delle destre, dalla gestione securitaria della crisi economica, dal razzismo, dal sessismo.

Noi non abbiamo paura!

 


Apr 6 2010

Sarà una resistenza urlata

7 Aprile 1944 – 7 Aprile 2010
Ricordando le donne del Ponte di ferro
Costruiamo insieme un luogo dedicato ad ogni donna resistente
 
 

Il 7 aprile del 1944 morivano, fucilate dai nazisti, dieci donne. Clorinda Falsetti, Italia Ferracci, Esperia Pellegrini, Elvira Ferrante, Eulalia Fiorentino, Elettra Maria Giardini, Concetta Piazza, Assunta Maria Izzi, Arialda Pistolesi, Silvia Loggreolo furono assassinate al Ponte di Ferro perchè insieme ad altri ed altre abitanti dei quartieri limitrofi avevano assaltato un forno. Volevano riprendere per la famiglia quella farina e quel pane che i fascisti negavano alla popolazione straziata dalla guerra, riservandolo ai tedeschi.

I loro corpi lasciati esposti sul luogo dell’eccidio dovevano scoraggiare chi intendeva ribellarsi, Ma il ricordo del loro coraggio è ancora oggi la forza di chi cerca giustizia.
Sullo stesso ponte un monumento , per lo più sconosciuto mantiene il ricordo di quelle donne. Attraverso la costruzione di un percorso storico, attraverso un continua e rinnovata lettura dei suoi contenuti, e la loro discussione in un racconto collettivo la memoria diviene elemento costitutivo del ragionare il presente e del costruire il futuro

Il 7 aprile del 2010, vogliamo ricordare su quel monumento e su quel ponte il nome di ogni donna che ha resistito e resiste ai tanti soprusi quotidiani di cui sono vittime le donne nel nostro paese e nel mondo. Quella storia di resistenza ci appartiene ancora, non è finita. La resistenza delle donne è diventata pane quotidiano

Ricordare e Resistere sarà parlare delle donne che ogni giorno resistono con i propri corpi, alla violenza fuori e dentro la famiglia, alle guerre, alle privazioni, alla negazione di libertà e delle diverse forme di esistenze, al razzismo e ad ogni intolleranza.
Ricordarle sarà lasciare, su quel monumento e su quel ponte, insieme a quelli delle dieci donne scolpite sulla pietra, il nome di ogni donna resistente

7 aprile 2010 ponte di ferro ore 16
In ricordo delle dieci donne giustiziate dai nazifascisti
In ricordo di ogni donna resistente

Antifasciste romane


Apr 2 2010

RU486 – La legge 194 va rispettata

194: tre numeri UNO-NOVE-QUATTRO.
Sono i tre numeri più maltrattati dai “nostri” politici.

La legge 194 del 22 maggio 1978, sancisce la tutela sociale della maternità e l’interruzione 
volontaria della gravidanza a seguito di un referendum popolare.
Per i due governatori neoletti, Cota in Piemonte e Zaia in Veneto, questa legge non conta nulla,del resto, c’è chi li ha addestrati bene al non-rispetto della nostra Costituzione.
 La RU486 è libertà di scelta. È civiltà!
La RU486 è solo l’ultimo attacco, l’ennessimo in realtà, di una battaglia ben più ampia, 
quella contro l’aborto.
Guerra iniziata anni fa dai cattolici, dal vaticano e dai moralisti.
Quello che interessa ai vari Cota  e Zaia è il voto, non la guerra.  
Sono i voti dei cattolici e dei moderati che li fanno salire al potere e una volta saliti devono
 pur pagare il conto no?
L’autonomia femminile di decidere del proprio corpo è svenduta per la caccia selvaggia 
ai voti nell’area cattolica del paese. Questi uomini, che non hanno idea di cosa sia una gravidanza
e il dolore di un aborto, decidono sulla vita e sulla salute di noi donne, senza se e senza ma.
L’aborto, fin dal 1978 è legale in Italia, ma non è obbligatorio che tutte ne debbano usufruire, 
certamente però, è di estrema civilità permettere a coloro che prendono questa decisione, 
di agire liberamente e di farlo con meno dolore possibile, evitando traumi fisici e psichici.
La RU486 per alcune donne può ridurre tali danni, perché impedirne l'uso, o renderlo difficoltoso?
Questa crociata è la prova lampante che in italia, le donne che vogliono uscire dallo
sterotipo maschilista che le vorrebbe in casa a sfornare pane e figli devono essere 
necessariamente punite in quanto  peccatrici.
C’è in atto una campagna violenta  contro la libertà di scelta, c’è la precisa volontà  di far
soffrire le donne come per “fargliela pagare”.
Infatti,se decidono di abortire, invece di dar loro l’opportunità di praticare l’aborto nel modo 
meno invasivo e traumatico possibile,  devono almeno soffrire.
Che provino dolore, tanto dolore, che restino traumatizzate dall’operazione chirurgica!
Come se con l’assunzione della pillola RU486 la difficoltà della scelta venisse meno.
Questo  finto rispetto per la vita da parte dei  rappresentanti della Lega Nord  e non solo,
il cui detto sembra essere ormai "dio-patria-famiglia!” dove finisce quando sono pronti a sparare 
sui e sulle migranti o sfruttare i loro corpi?
Vedere tutti questi politici scegliere al posto nostro è intollerabile, come in una dittatura, 
in Italia non si vede o forse non c’è, la differenza tra libertà e oppressione,
il pensiero della maggioranza  è quello dominante e deve essere il pensiero  di tutte-i.
L’OSTRACISMO ALLA RU486 è L’ENNESIMA RIPROVA CHE NON ESISTE ALCUNA
LAICITà DELLO STATO, CHE C’è ANCORA MOLTO DA CONQUISTARE E MOLTE BATTAGLIE
DA COMBATTARE INSIEME , SCENDENDO IN PIAZZA!


Immagine dalle sorelle spagnole, in lotta per un aborto libero e gratuito.  

Mar 11 2010

Cineforum @ Scienze Politiche Roma 3 – Via Chiabrera 199

 
 ore 15:00 Proiezione Yo Puta
scritto, diretto e prodotto da Marìa Lidon (in arte Luna), con Daryl Hannah e Denise Richards.Il film è tratto dall’omonimo romanzo-inchiesta di Isabel Pisano.
a seguire dibattito
  
@ Auletta_Piano Terra
 Scienze Politiche Roma3
Via Chiabrera 199_Metro B Marconi