E’ l’una di notte tra domenica 3 Maggio e Lunedì 4 Maggio. Si sente
una sgommata di una macchina che esce dal parcheggio, qualche istante e
una prima esplosione, un paio di secondi e si sente la seconda. Appena
usciti troviamo una delle nostre macchine con il vetro sfondato e del
fumo che esce da dentro. A terra troviamo dei volantini su cui è
scritto: “basta antifascismo. onore ai camerati caduti”.
Questo è quello che è avvenuto la scorsa notte davanti al LOA
Acrobax, ex cinodromo occupato a Roma; l’ennesima aggressione nella
notte operata da ignoti. In realtà sono sconosciuti nel volto, ma molto
evidenti nelle idee.
Ci viene da pensare ad un episodio molto simile accaduto quasi un
anno fa, quando avevamo cacciato simili sconosciuti con un ordigno ben
più importante che si erano dati eroicamente alla fuga. Ci vengono in
mente le bombe, bombette e pernacchiette che in questi anni sono state
fatte esplodere di fronte agli spazi occupati, quelli che nei territori
sono più radicati come punto di riferimento per la socialità certo ma,
innanzi tutto, per le battaglie e le lotte quotidiane.
Conosciuti come voci critiche ed indipendenti all’interno dei
territori, quelli fastidiosi perché solitamente in prima fila contro le
speculazioni e le politiche mercantili che trasformano questa
metropoli. L’alternativa possibile ad un modello insostenibile.
Sarà per questo che vengono attaccati o dichiarati sgraditi o
inutili e vuoti, covi di malaffare; è una vecchia deformazione che
hanno i fascisti: prendersela con chi è diverso dal potere a cui sono
asserviti. Chi sa se ne sa qualcosa il sindaco Alemanno rispetto alle
dichiarazioni fatte in relazione al Forte Prenestino e ai centri
sociali in genere?
Ma non possiamo fare a meno di pensare anche alle decine di
aggressioni che a queste azioni si sono accompagnate, più o meno
conosciute, sono comunque molte. E non possiamo fare a meno di pensare
a Renato e al suo assassinio sempre per mano dei soliti noti; o
all’aggressione a CasalBertone di quasi due anni fa dove i coraggiosi
di Casapound mandarono alcuni occupanti di casa in ospedale e poi
fuggirono veloce quando uscimmo tutti/e: la lotta per la casa
sperimentò l’utilizzo sociale del mattone.
Abbiate pazienza ma la nostra memoria ha radici forti e profonde e
purtroppo sappiamo che quello che si è diffuso nelle strade di Roma non
è bullismo ma razzismo, che i giovani ribelli di destra sono
fascistelli con vecchie idee, che la cultura dell’odio per le
differenze (che tu sia immigrato, omosessuale, di sinistra poco
importa) produce e produrrà sempre violenza.
E’ contro questa cultura e questa visione della società che noi
portiamo avanti le nostre lotte ed anche per questo che abbiamo
occupato l’ex-cinodromo. Ed è per questo che una bomba carta non ci fa
certo paura e non ci farà fare mai un passo indietro.
Ora e sempre antifascisti/e.
Con Renato nel cuore, con rabbia e con amore.
Gli acrobati e le acrobate
